Avvicinarsi al vino ed essere astemi: questo potrebbe essere l’inizio della mia storia. E in effetti ho cominciato ad apprezzare il vino, io credo, nel modo migliore: in compagnia tra gli amici nei rifugi di montagna, quando andavo ad arrampicare. Lentamente il piacere per questo dono divino è diventato cultura che si è evoluta nel tempo.

La mia vita, la nostra vita ha assunto gli orizzonti aperti della campagna perché in città non trovavamo spazi vitali, non li sentivamo nostri. Così abbiamo trovato un rudere e abbiamo iniziato a sistemarlo, pietra dopo pietra. Il vigneto faceva parte della proprietà rurale, ho cominciato a lavorarlo con un contadino e poi, poco alla volta, ho preso a seguirlo da sola, con passione ed entusiasmo.
Credo che la mia sia stata davvero una situazione di privilegio: non ho iniziato a fare il vino per necessità economica, con l’obbligo stretto di guadagnare, ma l’ho fatto per passione pura.
Il fatto di provenire da un luogo altro, dalla città, mi ha fatto capire molto della terra, perché mi ci sono avvicinata con la purezza di chi ha paura, di chi deve imparare e non vuole fare errori.
Per questo, fin da subito, ho guardato con estremo stupore, ma anche con preoccupazione, chi subordinava la pratica agronomica al risultato finale, utilizzando come sistema univoco la chimica di sintesi e qualsiasi altro tipo di intervento poco naturale.
Io credo si debba sentire, vivere il ritmo della terra, assecondarlo: pensare di poter governare la natura è la cosa peggiore che si possa fare.
E’ quindi diventato indispensabile per me mirare ad un sistema produttivo che abbia la biodiversità, la flessibilità e la stabilità dei sistemi naturali.
È vitale vivere nella natura, con la natura, sentire sulla pelle l’aria, il caldo, il freddo, la pioggia, il gelo, nel silenzio della campagna, senza orologio ma, quel che più conta, senza chiasso.
Il chiasso è la cifra esatta del periodo schizofrenico in cui viviamo, questo tempo, ecco, non mi piace.

I Vini

Due Rubini

Denominazione
Vigneti delle Dolomiti IGT
Varietà
Cabernet Sauvignon - Lagrein
Superficie
0,5ha
Altitudine vigneto
400 metri slm
Suolo
substrato roccioso, siltiti rosse del Werfen tessitura media, franco-argilosa, molto calcareo
Resa/ha
50 q.li/ha - 1,2kg per pianta
Vinificazione
tradizionale in rosso, con follature e rimontaggi
Affinamento
caratelli in legno di rovere, imbottigliamento dopo circa 20 mesi
Bottiglie prodotte
2.500
Commento
Tutta la produzione aziendale è certificata biologica dal 1994

Podere Valtini

Denominazione
Bianco
Varietà
Riesling renano
Superficie
0,18ha
Altitudine vigneto
400 metri slm
Suolo
depositi fluvio glaciali e alluvionali, medio impasto
Resa/ha
45 q.li/ha
Vinificazione
in bianco con spremitura soffice del grappolo intero, decantazione naturale, sosta sui propri lieviti per 9 mesi
Affinamento
acciaio, imbottigliamento dopo 11 mesi
Bottiglie prodotte
900
Commento
Tutta la produzione aziendale è certificata biologica dal 1994